Fuori dagli Opg, ma dove? Inaugurata la fattoria sociale Villa Mancini

Quattro delle sei persone accolte hanno alle spalle un percorso in ospedale psichiatrico giudiziario: ora hanno un progetto Terapeutico Riabilitativo Individualizzato (PTRI) con Budget di salute. Uno strumento innovativo, che sulla carta a Benevento è possibile fin dal 2014. Ma i 19 milioni di euro disponibili non sono stati mai utilizzati per via di un’errata interpretazione della norma. Un successo di Caritas Benevento, che ha messo i PTRI nel suo Manifesto dei Comuni Welcome

Fuori dagli OPG, che a tre anni dall’approvazione della legge 81/2014 lo scorso febbraio hanno finalmente chiuso. Ma fuori dove? Nelle Rems, in quelle “residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza detentive” che secondo la legge dovevano essere residuali e invece un emendamento al ddl giustizia appena approvato ha di fatto riaperto a tutti i soggetti con problemi psichiatrici a cui gli istituti penitenziari non riescano a garantire i trattamenti terapeutico-riabilitativi? Non a Benevento.

La metà delle persone internate in OPG della provincia di Benevento vivono a “Villa Mancini”, a Ponte, in provincia di Benevento, in una fattoria sociale. I primi pazienti sono arrivati nel 2015, l’inaugurazione ufficiale c’è stata sabato scorso. Dei sei pazienti adulti con disagio psichico che qui svolgono Progetti Terapeutico Riabilitativi Individualizzati con Budget di salute, quattro hanno nel loro passato l’esperienza degli OPG, mentre un quinto ha passato tutta la sua vita in un istituto. La Fattoria Sociale “Villa Mancini” nasce da un’eredità lasciata dalla signora Clara Mancini alla diocesi di Benevento: una vecchia masseria e un ampio terreno che la Caritas Diocesana ha voluto trasformare in un’opera segno di accoglienza e di promozione per giovani in condizioni di disagio psichico. La cooperativa sociale La Solidarietà così l’ha trasformata in una splendida fattoria sociale, luogo di accoglienza e di lavoro, con un orto, un pollaio per la vendita di uova biologiche, dei laboratori creativi ed una falegnameria. “Villa Mancini” è una delle tre opere segno della Caritas di Benevento che lavorano con lo strumento innovativo dei PTRI – Progetti Terapeutico Riabilitativi Individualizzati con Budget di salute, per cui sabato è giunta una importante novità: l’assessore regionale alle politiche sociali e all’istruzione Lucia Fortini ha infatti dato una “interpretazione autentica” della norma regionale che fin dal 2013 in Campania prevede percorsi individualizzati, affermando che «non ci sono percentuali prestabilite a carico del Comune o della Asl, ci sono solo i bisogni della persona». Di fatto da sabato si sbloccano così in Campania più di 19 milioni di euro di fondi sanitari già esistenti per i percorsi personalizzati, come appunto i PTRI, da utilizzare per affrontare il tema del disagio psichico, della riabilitazione e dell’abitare protetto, risorse sostanzialmente ferme invece dal 2014.

Si tratta di un risultato a cui la Caritas Diocesana di Benevento ha lavorato moltissimo. Non per nulla il suo recentissimo Manifesto per una rete dei piccoli “Comuni del Welcome” ha tra gli obiettivi proprio l’applicazione dei Budget di Salute per tutte le situazioni di disabilità e di malattie cronico degenerative e i Comuni firmatari si prendono l’impegno concreto di attivare i Progetti Terapeutico Riabilitativi Individualizzati con Budget di Salute per tutte cittadini con una disabilità cronica, gli anziani fragili, le persone con problemi di dipendenza patologica, i sofferenti psichici, i minori con disagio.

Ma che cos’è un PTRI? La definizione l’ha data Angelo Righetti, psichiatra consulente dell’OMS e la Regione Campania la fece propria per la prima volta nel bilancio pluriennale 2012/14. Si tratta in sostanza di prevedere per ogni persona con un disagio cronico degenerativo un progetto individualizzato che comprenda in un unico luogo tutte le risorse necessarie per il suo progetto, in un budget salute che va dai 42 euro agli 82 euro giornalieri in base all’intensità dell’intervento. Le risorse sono quelle già disponibili e già previste (le linee guida regionali a settembre 2014 attestano per l’asl di Benevento oltre 19 milioni di euro per i PTRI), solo messe in un unico punto di regia. Il sistema prevede fra l’altro che una cooperativa possa gestire solo 200mila euro da PTRI e una regola ferrea per cui i membri del Cda non possono sedere in più di una cooperativa che utilizza i fondi per il PTRI. Insomma, tutto bellissimo. In nove anni a Benevento sono state prese in carico con un PTRI già 45 persone con disabilità psichica: le storie sono molto positive, i numeri molto meno. «Quei 19 milioni di euro ci sono ma di fatto non sono stati spesi perché nel frattempo – in maniera errata – si è chiesto ai Comuni di partecipare alla spesa e i Comuni non hanno le risorse», spiega Angelo Moretti, coordinatore della Caritas Diocesana di Benevento: secondo questa circolare della Regione Campania il budget di salute del PTRI doveva essere per il 50% a carico delle Asl e per il 50% a carico dei Comuni: «una cattiva interpretazione che ha prodotto un blocco burocratico, fino al marzo 2016 marzo sono stati fati PTRI per 600mila euro, massimo 1 milione, poi da marzo 2016 tutto si è fermato. Oggi qui si farà un PTRI ogni tre mesi», afferma Moretti. Per questo le parole dell’assessore Fortini sono state tanto importanti, perché aprono a una svolta. E la questione, conclude Moretti, sta dentro il Manifesto dei Comuni Welcome perché «i Comuni si devono riappropriare di fondi che competono loro non come cassa ma come interesse. Loro ma innanzitutto dei loro cittadini».

 

Fonte originale